sabato 21 settembre 2019
La mia Ostia
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Ho potuto conoscere meglio il mio territorio

Susanna Serafini conclude cosi: questo corso mi ha aiutato davvero molto, non solo a migliorare la tecnica fotografica, ma anche e soprattutto ad imparare ad amare il luogo in cui vivo, la mia casa.

È ormai da poco terminato il corso di fotografia al quale ho potuto partecipare. Mi ritengo fortunata perché se due ragazze non avessero abbandonato il corso, io non avrei mai avuto questa opportunità. Grazie a questo progetto ho potuto conoscere meglio il mio territorio, luogo in
cui vivo da sempre e che pensavo di conoscere ormai come le mie tasche, ma di cui ho scoperto di non sapere niente; ho addirittura scoperto luoghi di cui non sapevo l'esistenza, come per esempio la pineta dietro Viale dei Promontori.
Nei quattro incontri a cui ho partecipato siamo stati all'Idroscalo, in pineta, in giro per il centro di Ostia e al Borghetto dei pescatori.
Quello dell'Idroscalo è stato forse l'incontro che mi è più piaciuto,
perché ho visitato un posto dove non ero mai stata, conosciuto nuove persone e le loro storie ed è stato come catapultarsi in un altro mondo, un'altra realtà completamente diversa da quella in cui vivo quotidianamente, ma
che si trova a due passi dalla mia. Lì all'idroscalo abbiamo infatti
incontrato una donna che penso sia un pò come la rappresentante di tutti gli abitanti dell'Idroscalo e che si fa portavoce dei loro pensieri. Parlandoci ha disegnato un tipo di vita all'interno di quel quartiere molto simile a quella che ci si può immaginare nei piccoli paesi di montagna, dove si vive
come in una grande famiglia, dove tutti aiutano tutti e dove si ritrova
il sistema della banca del tempo, oggi aiuto te domani aiuti me.
Descritto in questo modo l'idroscalo sembra quasi migliore di Ostia, dal punto di vista di società, ma la cosa che mi ha colpito è come percorrendo 10metri a piedi le opinioni su quel luogo si sono ribaltate. Abbiamo infatti incontrato altre due persone, un uomo dalla Romania e una donna dalla Russia. Lui ci ha detto che non vive bene, dice che in quel luogo c'è poco rispetto, e questa opinione corrisponde a quella della signora russa, che
però è stata molto più accoglientedi lui e ci abbiamo passato del tempo. Ci ha raccontato di come viveva in Russia e poi ci ha detto di studiare, di non farci mai mettere i piedi in testa da nessuno, e soprattutto di non diventare schiavi del telefono, che ormai sta distruggendo molte menti. Mi ha colpito molto una sua frase “ Internet è nella mia testa”.
Nell'incontro successivo siamo andati invece in giro per il centro di
Ostia, nella zona di piazza Anco Marzio. A essere onesta questo è l'incontro che mi è piaciuto di meno, perché abbiamo girato per luoghi che avevo già visto e rivisto, eppure sono riuscita a scoprire qualcosa di nuovo anche
qui. Ad esempio non so se qualcuno l'ha notato, ma alla rotonda di fronte al pontile di Ostia, sotto la scritta di una gelateria, c'è una targa dedicata a un certo signor Bazzini. Pur essendo un nome sconosciuto questo è un uomo molto importante per Ostia perché è il primo dei romagnoli scesi nella
zona di Ravenna per collaborare alla bonifica, quindi è in parte grazie a
lui che oggi possiamo vivere dove viviamo.
Per il terzo incontro siamo invece andati in pineta. Io sono cresciuta
in pineta, non in quel tratto specifico, ma comunque da piccola ogni domenica andavo in mezzo ai pini a fare i pic nic con la mia famiglia. Scoprire come quella pineta sia un posto maledetto a causa della terribile morte che ha toccato il Piccolo Simeone Nardacci mi ha davvero sconvolto. Abbiamo parlato con un volontario de “La ciurma”, un'associazione artistica e culturale che vuole ricordare questo evento terribile. Mi sono trovata molto d'accordo con i vari progetti da lui proposti per il ricordo del povero bambino, perché ritengo che il ricordo sia il miglior modo per non rischiare di ricommettete gli stessi errori in futuro. È stato comunque
emozionante immergersi nella natura soprattutto perché crescendo lo si fa sempre di meno.
L'ultimo incontro è avvenuto nel borghetto dei pescatori, dove abbiamo conosciuto un pescatore che ci ha raccontato la sua storia, di come desiderava fare l'agricoltore, ma di con me alla fine si è ritrovato a fare il pescatore e di come adesso ama il suo lavoro. Abbiamo poi fatto un
giro proprio nel Borghetto, un posto magico che mi affascina da sempre e che visto attraverso una fotocamera diventa ancora più affascinante.
Per concludere questo corso mi ha aiutato davvero molto, non solo a migliorare la tecnica fotografica, ma anche e soprattutto ad imparare ad amare il luogo in cui vivo, la mia casa.


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