lunedì 23 ottobre 2017
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Il barcone delle estati che furono

Piangete bambini che così mamma vi porta a vedere la balena Gelsomina, la balena birichina

Per circa 20 anni Ubaldo Ranucci con il suo “Invincibile”, e prima ancora suo papà Zelio con lo “Sparviero” negli anni 60, hanno varcato i nostri mari con il barcone gridando piccole filastrocche come questa.

Il barcone delle estati che furono
Il barcone Sparviero in un dipinto del 1975 di G. Chionchio, lo scopino del Borghetto

Il barcone delle estati che furono
Il papà Zelio raffigurato al Borghetto da G. Chionchio nel 1975

Nato nel borghetto dei pescatori, proprio sopra l’attuale gelateria, Ubaldo dall’età di 11 anni ha iniziato a fare il pescatore di telline e vongole, così come il nonno, Nino, primo pioniere di Ostia. A 15 anni conosce la moglie Giovanna Tortolano che di anni invece ne aveva 11 e da allora solcano il mare insieme.


Il barcone delle estati che furono
Ubaldo Ranucci al comando della sua "invincibile" negli anni '70

Tantissime le persone che salivano sulle loro barche dalla famosa scaletta, dalla Lega Navale al Tibidabo, dal Plinius alla spiaggia libera e che provavano l’ebbrezza di un bel giro in barca al largo al suono delle hit del momento. “Non esistevano regole prima, si arrivava direttamente a riva e qui si caricavano le persone”. Quanti di noi si spostavano nuotando velocemente all’arrivo delle onde più alte spostate dallo scafo di questi barconi? Il suo arrivo era una vera e propria festa tanto da dover fare la fila per sperare in un posto libero. Piaceva a tutti, era una tradizione di Ostia.
“L’invincibile la feci costruire io proprio per andare a prendere i bambini sulle spiagge; poi comprai anche “Le tre sorelle” di Pallettone che copriva invece le spiagge più a sud, e lo chiamai “Il ciclone” ci dice Ubaldo. “Poi l’erosione delle spiagge, la mancata creazione di corridoi appositi da parte degli stabilimenti, la creazione della scogliera a mare ci hanno costretto a trasferirci dapprima a Ladispoli e Campo di Mare e poi addirittura a Viareggio per poi finire stabilmente sul Tevere dove da ponte Marconi esiste l’imbarcadero per portare i turisti fino agli scavi di Ostia Antica”.
Iniziato nel 1968 saltuariamente, questo servizio è diventato un punto fisso ormai anche per le scuole, anche se il problema dell’attracco ad Ostia Antica ha complicato notevolmente le cose. La Sovrintendenza ai Beni Culturali ha infatti chiuso il cancello diretto per gli scavi e quindi solo grazie ad un servizio di navetta aggiuntivo si può entrare direttamente dall’ingresso principale.
La passeggiata sul Tevere di oltre due ore è molto piacevole grazie anche alle spiegazione di Ubaldo e di sua moglie Giovanna, che illustrano le caratteristiche lungo il percorso.
Per un certo periodo Ubaldo con il suo “Jolly” prendeva i turisti dalla spiaggetta del porto e da lì si entrava da Fiumara per risalire il Tevere fino alla sua biforcazione oppure grazie all’Archeoboat da Roma si poteva arrivare fino ai Porti di Claudio e Traiano.


Il barcone delle estati che furono
Il Jolly al porto

L’ ”Invincibile” è anche la barca che ogni anno trasporta i credenti durante la processione della Stella Maris a fine agosto durante la Sagra della Tellina.


Il barcone delle estati che furono
Ubaldo e la moglie Giovanna durante la processione della Stella Maris

Il barcone delle estati che furono
Ubaldo coi ragazzi della processione della Stella Maris

Il figlio di Ubaldo trasporta i turisti sul lago Trasimeno con la “Love boat”. A Roma la “Rea Silvia” e l’“Agrippina” mostrano ai turisti le meraviglie del Tevere in città.
“Essere marinaio significa tanto sacrificio: oggi non lo rifarei perché non hai l’appoggio di nessuno, tutto è sulle tue spalle. Non esiste più la tranquillità di una volta, anche col pubblico”, così uno stanco Ubaldo conclude la nostra chiacchierata.

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