lunedì 24 settembre 2018
La mia Ostia
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Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

Un altro lavoro finale del corso di alternanza scuola-lavoro: quando le emozioni interne si trasformano in un lavoro scritto molto intenso

“Obiettivo Ostia” è stato un progetto scuola lavoro che ha impegnato me e altre dieci ragazze della scuola Anco Marzio di Ostia in sei uscite finalizzate alla conoscenza del territorio nel quale viviamo. Attraverso le nostre macchinette fotografiche abbiamo immortalato realtà storiche e naturalistiche del Litorale romano, catturando con un’immagine aspetti mai colti prima di allora a causa degli occhi ormai abituati ai luoghi della nostra quotidianità.
Il Borghetto dei Pescatori è l’esempio di uno dei luoghi che nonostante sia presente da moltissimi anni nella nostra Ostia è caratterizzato da un ambiente “tutto suo”, lontano e quasi irriconoscibile. La prima impressione che si ha entrati nella piccola piazza è di pace e silenzio, una totale alienazione dal Litorale che tutti conosciamo: il frastuono delle macchine e della folla del centro lasciano spazio alla tranquillità ed alle tradizioni delle famiglie che da sempre abitano il Borgo. Un’anziana signora che ci guarda e ci saluta affacciata alla finestra, una bambina che gioca tra i vasi di fiori ed i panni stesi, tutto sembra avvenire in un luogo molto più intimo che sconosciuto.
Michele Migliore, pescatore e residente del Borghetto, intervistato da noi, fa trasparire tutta la passione e la dedizione che ha verso il suo lavoro che lo impegna fin dalla giovinezza. La barca, le reti da pesca e il mare fanno parte della sua quotidianeità, cose invece del tutto ignote alla maggior parte dei giovani che oramai non seguono più le tradizioni o i vecchi mestieri dei padri.

Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

C’è però una struttura che, fin dal 1936, avvicina i più giovani e non solo al mondo del mare attraverso lo sport: la Lega Navale. In questo edificio dall’aspetto suggestivo la cui vista dalla spiaggia è incorniciata dai molti alberi delle barche lasciate in secco, i partecipanti ai corsi possono incontrarsi per sfidare il mare e i venti con le vele.

Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

Proseguendo sul bagnasciuga, dove si possono raccogliere conchiglie e osservare le numerose barche a vela della Lega Navale, si giunge al Plinius, stabilimento caro a molti abitanti di Ostia che nel tempo libero si recano sul famoso pontiletto per perdere lo sguardo nell’infinito orizzonte azzurro e per assaporare l’aria ricca di salsedine.

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Mentre cogliere con uno scatto luoghi poco conosciuti può apparire più semplice, di sicuro lo è molto di meno con luoghi nei quali ci rechiamo quasi tutti i giorni per andare a scuola, a lavoro o anche per fare una passeggiata con gli amici.
Il centro di Ostia è infatti il luogo più visitato ed affollato del nostro Litorale, se non il più familiare a tutti noi abitanti. Ma spesso anche a noi che da sempre frequentiamo i luoghi simbolo di Ostia ci sfuggono piccoli ma grandi dettagli, monumenti e pezzi di storia che quotidianamente i nostri occhi ignorano: la targa alla stazione Lido Centro, o quella in Viale della Marina, dedicata a Federico Bazzini, “primo tra i Ravennati venuti ad Ostia per ridare la vita dove imperava la morte”, o ancora il pilastro sulla Via del Mare, edificato nel 1928 per l’inaugurazione della nuova strada che portava ad Ostia.
E poi, le persone: Piazza Anco Marzio e il Pontile vedono passare centinaia di uomini e donne ogni giorno, centinaia di persone che a noi appaiono come sconosciuti e nulla di più. In realtà ogni singolo individuo che ci passa accanto nella folla è un monumento: i suoi occhi, la sua espressione, il suo corpo, tutto di lui racconta una storia unica al mondo.

Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

La fotografia – la street photography – ha proprio lo scopo di cogliere tutti questi elementi per riuscire a raccontare quella storia e quell’istante che altrimenti andrebbero perduti nella moltitudine di altre storie e momenti.

Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

Lontano da tutto ciò, ai confini del Litorale, c’è l’Idroscalo. Luogo di cui si è detto e si dice molto, ma del quale in pochi sanno quale sia la realtà. Nonostante la cattiva nomina ormai diffusa, l’Idroscalo conserva la sua dignità grazie agli abitanti che, abituati a una vita lontana dal centro, nonostante le difficoltà, sono riusciti a creare una comunità compatta e altruista verso chiunque si trovi in difficoltà. All’Idroscalo, come una grande famiglia, non importa di che nazionalità sia una persona o che lingua parli, troverà sempre il sostegno di tutti gli altri.
Abbiamo incontrato Franca Vannini che, ospitandoci nella sua casa, ci ha raccontato la storia dello sgombero che 8 anni fa ha interessato parte dell’Idroscalo. Le ferite sono ancora aperte e si teme ancora che possa accadere di nuovo. Nei racconti e nelle parole, tra la paura e la malinconia spicca però la rabbia e la forza di una comunità che nonostante l’ingiustizia subita trova sempre la determinazione per combattere.
Il racconto di Franca fa commuovere e coinvolge anche coloro che fino a pochi minuti prima avevano il pregiudizio inculcato dai media e dall’ignoranza. È una storia che ognuno di noi dovrebbe ascoltare, non tra i banchi di scuola o dietro uno schermo, ma dalla bocca, dagli occhi, dal cuore e dalle emozioni di chi l’ha vissuta. In molti infatti giudicano ancor prima di conoscere ciò che in realtà è un luogo abitato da persone con dignità, forza, altruismo e un senso di accoglienza ad altri invece sconosciuto.

Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

Dopo le forti emozioni vissute insieme a Franca, la tappa d’obbligo del nostro viaggio per sfuggire alla malinconia e alla rabbia di tale ingiustizia non poteva che essere la pineta di Castel Fusano. Qui si è totalmente immersi nella natura e nella macchia mediterranea, circondati da insetti di ogni tipo e coloratissime farfalle che animano l’ambiente di vitalità, magia e tranquillità.
Grazie a Giacomo Buffoni, pilota di droni professionista, siamo riusciti ad ottenere immagini uniche della Villa di Plinio, rovine di una villa marittima del I secolo a.C. erroneamente attribuita a Plinio il Giovane ma che in realtà apparteneva all’oratore Ortensio, dove si può osservare un grande e meraviglioso mosaico raffigurante il dio Nettuno e altre diverse creature marine. Nell’area è possibile inoltre rinvenire pagine, rosari e altri misteriosi resti di riti esoterici che si dice avvengano di notte insieme a messe nere pagane o sataniche.

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La pineta delle Acque Rosse è invece protagonista delle storie raccontate da Giorgio Rascelli nel suo libro “Le Acque Rosse”, pubblicato nel 1983, ambientato nell’attuale Via dei Promontori, allora chiamato Villaggio delle Acque Rosse per via della componente ferrosa dell’acqua nei canali che percorrevano la via. Le persone che vi risiedevano erano umili, per lo più di classe operaia, e in pochissimi potevano permettersi al tempo lussi come la televisione o la linea telefonica. Ciò rendeva ai bambini necessario relazionarsi e incontrarsi con gli altri, divertendosi e giocando più contando sulla fantasia che sui mezzi a disposizione. In un’epoca totalmente diversa da quella di oggi, dove la tecnologia ha un ruolo sempre più fondamentale anche nella vita dei giovani, è difficile ma ancora possibile carpire l’essenza della semplicità grazie alla nostalgia negli occhi e nelle parole di uno scrittore, come in questo caso, o di un nonno, un genitore o un anziano sconosciuto. Le storie che ci raccontano sono sempre ricche di dettagli e di così tanta nostalgia che sembra quasi di provare una sorta di invidia per dei tempi mai vissuti.

Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

La Pineta e la tenuta retrostante, le stesse dove avvenivano gli ingegnosi giochi dei bambini del Villaggio, sono totalmente al di fuori dalla trafficata via dei Promontori e il netto cambio di suoni e luci si percepisce appena varcato l’ingresso. Ombre, odori, piante ed animali animano il luogo di un’atmosfera nuova, totalmente unica a Ostia. Si sente il primordiale bisogno di esplorare ogni centimetro, di inoltrarsi sempre di più nella natura per scoprire fiori, colori, insetti e indizi del passaggio di animali più grandi.

Obiettivo Ostia: Il Territorio visto con altri occhi, Syria Cipettini esprime il suo io

La Tenuta di Procoio è però anche teatro di un triste avvenimento: tra fiori e colori si raggiunge un piccolo monumento, una vela verde con su inciso il nome di Simeone, un bambino di 8 anni che perse la vita in quel luogo in seguito a una vita di violenze subite dal padre di un amico. Quel monumento è lì per far in modo che Simeone non venga mai dimenticato e per ricordare a tutti quanto l’uomo, a volte, possa essere il meno umano di tutti gli esseri viventi.

Syria Cipettini


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